Ocse, i ventenni italiani in pensione a 71 anni

05 Декабря, 2017, 16:48 | Autore: Sofia Staffieri
  • Eco - Italia e pensioni, per l' Ocse è effettiva a 63 anni

Confrontando l'età pensionabile legale con quella effettiva nel 2016, lo studio dell'Ocse ha infatti constatato che l'Italia ha il divario più alto, 4,4 anni.

L'età normale di pensionamento per la generazione nata nel 1996 dovrebbe crescere ulteriormente a 71,2 anni: è quanto si legge nel Panorama sulle pensioni dell'Ocse pubblicato a Parigi.

In base alla attuale normativa, già dal 2019 in Italia l'età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni dagli attuali 66 anni e sette mesi. "Nell'Ocse" - si conclude nel documento - "solo Danimarca e Olanda avranno un'età pensionistica sopra i 70 per i nati nel 1996, contro una media Ocse di 65,8 anni per gli uomini e 65.5 anni per le donne". "Dal 2011" - scrive l'Ocse nella scheda consacrata all'Italia - "c'è un legame automatico tra età pensionabile e aspettativa di vita". Si esce quindi abbondantemente prima dei 63 anni. "Circa un terzo dei membri dell' Ocse ha introdotto cambiamenti riguardanti i contributi e un altro terzo ha toccato il livello delle prestazioni, per tutti i gruppi di pensionati o per solo alcuni di essi".

(Teleborsa) - "Sono necessarie ulteriori riforme nei Paesi dell'OCSE per mitigare l'impatto dell'invecchiamento della popolazione, l'aumento della disuguaglianza tra gli anziani e la natura mutevole del lavoro".

La spesa pensionistica italiana è superiore al 16% del Pil, seconda in Europa solo alla Grecia. Con l'aumento dell'aspettativa di vita per garantire una pensione decente di dovrà posticipare l'età della pensione. In media nell'area il divario tra età legale ed effettiva di uscita per pensionamento è di 0,8 anni per gli uomini e di 0,2 anni per le donne. In Danimarca si andrà in pensione a 74 anni, in Irlanda e Finlandia a 68.

"La prospettiva, indicata dall'Ocse per i giovani italiani che oggi fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro, di andare in pensione a 71 anni compiuti, dimostra come il sistema previdenziale italiano, nell'attuale configurazione, sia fondato su squilibri generazionali".