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Terremoto Italia, Ventura si dimette poi ritratta: "Devo parlare con Tavecchio"

14 Novembre, 2017, 12:21 | Autore: Lucilla Lucia
  • Ventura si dimette, Tavecchio no: i vertici federali restano nonostante il fallimento Mondiale

L'amarezza per il verdetto finale arrivato ieri dopo lo 0-0 con la Svezia e' enorme. Gian Piero Ventura ha distrutto l'Italia, ma il suo 'lavoro' è stato sicuramente facilitato da Carlo Tavecchio: il presidente della FIGC che lo ha appoggiato in ogni sua scelta, rinnovandogli il contratto solo qualche settimana fa. Ma questo! Ventura e Tavecchio che "ci debbono pensare", non capiscono perché mai dovrebbero farsi da parte. Se l'è prese Carlo Tavecchio a nome di tutta la Figc, che ora deve tirare i conti del disastro per il mancato Mondiale. Ancora meglio fa il cancelletto di dimissionisubito, anche alla luce delle affermazioni del ct Ventura, che invece di scusarsi, ringraziare e prendere la porta, prende tempo in azzurro: "Se mi sono dimesso?" Tavecchio è un collezionista di potere ed un abile stratega ma i fatti dimostrano che in questi anni, specie con il secondo mandato, ha pensato più a consolidare il suo ruolo piuttosto che a far crescere il Movimento; non saranno certo un po' di Centri Federali sparsi sul territorio per dire che sono state avviate delle riforme. Una firma che adesso sa di beffa. Una fonte della Federcalcio ha fatto sapere all'Ansa che Tavecchio non rilascerà dichiarazioni a caldo e che entro due giorni effettuerà le proprie valutazioni sul tecnico, che comunque è condannato all'esonero, e inizierà anche a impostare il futuro della nostra Nazionale che si trova all'anno zero. Il gatto e la volpe del calcio italiano sono riusciti ad entrare nella storia. Dopo Del Piero e Totti c'è un problema di fondo del calcio italiano. No, perché non ho nemmeno parlato con il presidente.

Che la debacle del Meazza sia l'inizio di una nuova era calcistica, lo speriamo tutti. "Ventura si è preso le sue responsabilità, ma dopo di lui ci sono anche i giocatori". Di buono però ci sono i tanti giovani pronti.