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Marzabotto, segna e fa il saluto romano: sospeso dal club

14 Novembre, 2017, 21:35 | Autore: Lucilla Lucia
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"Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui sono totalmente pentito e dispiaciuto.la società Futa 65 e i miei compagni di squadra sono stati da me tenuti all'oscuro della maglia incriminata che portavo sotto quella da gioco e delle mie intenzioni di mostrarla". Esplode il caso a Marzabotto dopo "l'esultanza" per il gol allo scadere nella gara fra i locali e il Futa 65 di Loiano, protagonista Eugenio Maria Luppi, classe 1992.

E' accaduto ieri proprio nella cittadina in provincia di Bologna, teatro 73 anni fa di una delle più cruente stragi compiute dai nazifascisti, anche nota come l'Eccidio di Montesole.

"Un atto intollerabile per la nostra comunita' - ha sottolineato il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi - che tanto ha sofferto a causa del nazi-fascismo". E dire che il giovane attaccante, che è stato subito multato e sospeso dalla sua società di Seconda Categoria, la storia la dovrebbe conoscere, visto che a due passi da dove la sua squadra disputa le partite casalinghe c'è il cimitero tedesco più grande d'Italia, che ospita 30.800 salme.

È successo domenica 12 novembre, quando un giocatore del Futa 65 ha segnato il gol-vittoria contro la formazione di casa (campionato di Seconda categoria) per poi dirigersi verso gli spalti con il braccio destro teso nel saluto fascista, togliendosi la maglietta da gioco per mostrare il simbolo dell'aquila della Repubblica Sociale Italiana. L'amministrazione comunale procederà, quindi, per vie legali al fine di chiedere l'applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo. Ci scusiamo per l'accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto. - conclude il post - e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato! Ribadendo l'estraneità al fatto, la Societa Futa 65 comunica inoltre che il calciatore in questione è già stato sospeso dall'attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente. "In seguito ai gravi fatti accaduti ieri nella partita Marzabotto-Futa65, - si legge nella nota della società - in cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la Societa Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l'avesse vista, ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla".

Immediate le proteste delle associazioni partigiane e dell'amministrazione del comune emiliano. Secondo il sindaco, si tratta di una questione di rispetto per la memoria di chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia. Le vittime di quella azione furono 197 di cui 52 erano solamente bambini. La condanna unanime è arrivata anche dall'Anpi e dal ministro dello Sport, Luca Lotti, il quale ha definito "inaccettabile" l'episodio, bollandolo come un gesto "che va condannato con fermezza".

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