Le dichiarazioni di Giampiero Ventura nel post partita di Italia-Svezia

14 Novembre, 2017, 14:22 | Autore: Alighiero Casassa
  • Nazionale, Ventura si è dimesso da ct dopo Italia-Svezia?

Neanche a mettersi la faccia, diciamo questa nazionale ha toccato proprio il basso.

Un 3-5-2 che ha avuto in Jorginho un regista eccellente, capace di verticalizzare immediatamente e recuperare un'infinità di palloni e con una difesa a dir poco gladiatorea.

Cosa non ha funzionato con Ventura? Buffon guarda, Jorginho ogni tanto inventa, Gabbiadini prova a rendersi utile: il finale di tempo è tutto azzurro, Granqvist salva quasi sulla linea una conclusione di Immobile, poi un paio di mezze mischie vengono sbrigliate dallo stesso numero uno svedese. Doveva esserci almeno un 2-0, invece niente. L'ex allenatore del Torino guadagna 1,3 milioni di euro netti l'anno e ha un contratto fino al giugno 2020 (contratto prolungatogli dal presidente Tavecchio lo scorso agosto), che però ora diventa nullo in quanto legato appunto alla qualificazione mondiale.

Oltre ai quattro titoli mondiali, sono stati molti i disastri dell'Italia ai Mondiali nel suo percorso ultracentenario. E' arrivato il momento che chi deve lasciare, se ne vada e di ricostruire.

"Mi sento di chiedere scusa agli italiani, per il risultato, non per l'impegno". Una storica disfatta che speriamo serva almeno per ricostruire il nostro calcio dalla fondamenta. Ed è per questa ragione che il grande artefice di quella spedizione in Francia avrebbe meritato molto, ma molto più rispetto. Si poteva fare di più? Ci è mancata la lucidità di poter fare gol, loro hanno giocato come all'andata e tutto si è deciso per gli episodi.

Ecco la vera sconfitta dove risiede, negli amici che non potranno riunirsi quest'estate davanti al televisore per gioire o piangere insieme delle gesta dei nostri calciatori, per chi magari aveva sognato di andarli a vedere dal vivo questi Mondiali per la prima volta e non potrà farlo, per i nostri connazionali sparsi nel Mondo che fieri rivendicano la loro appartenenza al Belpaese. Ai posteri l'ardua sentenza.