Riforma fallimento: è legge. Le novità in 10 punti

12 Ottobre, 2017, 14:22 | Autore: Sofia Staffieri
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Lo stesso primo Ministro, Paolo Gentiloni, si è rallegrato su Twitter per il successo della riforma, approvata con 172 voti favorevoli, 34 contrari e nessun astenuto. "Avevamo una legge il cui impianto generale risaliva al 1942".

La riforma introdurrà "meccanismi di allerta per impedire alle crisi aziendali di diventare irreversibili e ampio spazio agli strumenti di composizione stragiudiziale per favorire le mediazioni fra debitori e creditori per gestire l'insolvenza", come ha scritto il Sole 24 Ore."Dominus nella liquidazione giudiziale sarà il curatore, con poteri decisamente rafforzati: accederà più facilmente alle banche dati della Pa, potrà promuovere le azioni giudiziali spettanti ai soci o ai creditori sociali, sarà affidata a lui (anziché al giudice delegato) la fase di riparto dell'attivo tra i creditori".

Resta fuori dalla riforma la parte sull'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, che durante l'esame alla Camera è stata stralciata dal testo e inserita in un ddl a parte. "Proprio a partire da questa consapevolezza, è stato necessario determinare un approccio profondamente innovativo, come fa la delega, per attribuire priorità alla trattazione delle proposte che assicurano la continuità aziendale, considerando la liquidazione giudiziale come l'ultima ipotesi, per ridurre i costi e la durata delle procedure concorsuali e per garantire la specializzazione dei giudici addetti alla materia concorsuale, ampliandone le competenze".

Con riguardo alla trattazione dell'insolvenza di gruppi di imprese, viene introdotta la possibilità di consentire lo svolgimento di una procedura unitaria per la trattazione relativa alle imprese del gruppo, con individuazione, se possibile, di un unico tribunale competente.

L'Esecutivo avrà tempo 12 mesi dall'entrata in vigore della legge per adottare uno o più decreti legislativi volti alla revisione organica delle procedure concorsuali e della disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento, nonché per la riforma del sistema dei privilegi e delle garanzie. Troppo spesso, infatti, succede che a fronte di una crisi d'impresa, di una procedura concorsuale conseguano a pioggia le crisi delle imprese creditrici della prima.

In tale contesto, sarà possibile proporre un unico ricorso vuoi per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti dell'intero gruppo, vuoi per l'ammissione di tutte le imprese del gruppo alla procedura di concordato preventivo. "Ci sarà però una stretta sulle incompatibilità".

Il provvedimento introduce anche misure che facilitano alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, l'accesso al credito, con forme di garanzia che non impongono la perdita del possesso del bene concesso in garanzia.

La riforma prevede che l'impresa possa continuare ad utilizzare l'asset per il processo produttivo ovvero disporne trasferendo la prelazione sul corrispettivo ricavato e altresì concedere la garanzia su beni non ancora attuali ma futuri e determinabili.

Tra queste, quella concernente l'articolo 2409 che estende il controllo giudiziale anche alle società a responsabilità limitata.