Sommerso e attività illegali per 208 miliardi

11 Ottobre, 2017, 15:56 | Autore: Sofia Staffieri
  • ISTAT, sommerso e attività illegali valgono il 12,6% del PIL

Lo fa sapere l'ISTAT nell'ultimo "Rapporto sull'economia non osservata nei conti nazionali" che copre il periodo 2012-2015, precisando che il valore aggiunto generato dall'economia sommersa ammonta a poco più di 190 miliardi di euro, quello connesso alle attività illegali (incluso l'indotto) a circa 17 miliardi di euro. I comparti dove l'incidenza dell'economia sommersa è più elevata sono le altre attività dei servizi (33,1% nel 2015), il commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (24,6%) e le costruzioni (23,1%).

Nel 2015, il sommerso economico e le attività illegali (l'economia non osservata) vale circa 208 mld di euro, pari al 12,6% del Pil.

In Italia, l'illecito nel 2015 ha "fatturato" 0,2 miliardi in più rispetto all'anno precedente e 0,3 miliardi in più sul fronte dei consumi finali di beni e servizi illegali. La cifra è in costante aumento: dai 18,1 miliardi del 2012 è passata a 18,4 nel 2013 e 18,7 nel 2014.

Capitolo a parte meritano le attività illegali, che nel 2015 hanno generato un valore aggiunto di 15,8 miliardi di euro, gran parte dei quali derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti. La fetta maggiore proviene dal mercato della droga che da solo rappresenta poco meno del 75% del valore complessivo delle attività illegali e sale dagli 11,6 miliardi del 2014 a 11,8 miliardi.

Inferiore il peso del contrabbando delle sigarette il cui valore aggiunto è di 400 milioni di euro. Da rilevare, inoltre, che la composizione dell'economia non osservata si è modificata in maniera significativa. Il tasso di irregolarità, calcolato come incidenza delle unità di lavoro (Ula) non regolari sul totale, è pari al 15,9% (+0,2 punti percentuali rispetto al 2014).

Nel 2015, anno preso in esame dall'Istat, i lavoratori irregolari erano oltre 3 milioni di soggetti, di cui almeno 2 milioni dipendenti; questo segmento è riscontrabile soprattutto nei settori dei servizi alla persona e professionali, negli ambiti agricolo, delle costruzioni, del commercio e dei trasporti.

Dimunuiscono l'economia somersa e le attività illegali ma aumenta il lavoro nero.