Banca Etruria: chiesti 400 milioni di risarcimento

11 Ottobre, 2017, 12:49 | Autore: Sofia Staffieri
  • Banca Etruria

Un risarcimento di circa 400milioni di euro è stato chiesto ad ex amministratori e sindaci di Banca Etruria, accusati di mala gestione dell'istituto di credito. Lo riportano in prima pagina Corriere della Sera, Messaggero e Stampa. L'istanza è riferita a 37 persone, tra sindaci e i componenti degli ultimi tre consigli di amministrazione. Tra loro gli ex presidenti Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari e il consigliere (fino al 2014) e vicepresidente (dal 2014 al commissariamento) Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena.

Tra gli obiettivi della causa civile c'è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati: l'azione di responsabilità mira dunque a ottenere i fondi necessari a ristorare i creditori che hanno subito perdite quando - era il novembre 2015 - il governo decise di mettere in liquidazione le quattro bianche: oltre a Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche. Proprio la gestione dei crediti è una delle condotte alla base dell'azione di responsabilità promossa del liquidatore della banca, Giuseppe Santoni.

Anche il Comune di Castiglion Fiorentino (Arezzo) si costruirà parte civile nel processo sulla bancarotta di Banca Etruria.

I motivi addotti dal liquidatore per la richiesta di risarcimento sono tre: gli incarichi a manager interni e consulenze inutili dispendiose; i finanziamenti concessi senza necessarie garanzie e "in conflitto di interessi"; l'ostacolo alla vigilanza della Banca d'Italia e l'aver ignorato le direttive di via Nazionale che raccomandava la fusione con un partner affidabile.