Ilva, Mittal: "Vogliamo trovare una soluzione con Governo e sindacati"

10 Ottobre, 2017, 16:54 | Autore: Sofia Staffieri
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Lunedì il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annullato il tavolo della trattativa giudicando "irricevibili" le proposte del gruppo su stipendi e condizioni contrattuali. "Mario Loizzo, di procedere alla convocazione urgente del Consiglio regionale in seduta monotematica sulla vertenza Ilva da tenere a Taranto, possibilmente davanti alle portinerie Ilva".

"Il piano che stato presentato per l'Ilva non è sostenibile e chiediamo al Governo di fare fino in fondo la sua parte".

L'Am Investco Italy non ha fatto altro che seguire le regole imposte dallo Stato sul lavoro, in maniera forse un po' troppo furbesca chiaramente, ma la controparte, Il Ministero, non solo non ha ascoltato le preoccupazioni dell'Antitrust UE e dei tecnici prima dell'assegnazione al gruppo - che lamentavano un'incoerenza negli investimenti e una mancanza nella documentazione - ma negli anni ha fornito tutti gli strumenti affinché le aziende più furbe si comportassero come sta accadendo ora.

LIGURIA - A Genova sono indicate 900 assunzioni dirette di cui 25 quadri, 165 impiegati e 710 operai, rispetto agli attuali 1.499 dipendenti. Dei 4.000 esuberi totali annunciati, 3.300 riguardano la sola sede di Taranto. Ritengo che il governo debba dare una risposta chiara al grido di dolore della città di Taranto e della Puglia e mi auguro che sappia mediare in questa fase di trattative sindacali per garantire la piena occupazione dei lavoratori del siderurgico. "Notizie che la Regione apprende esclusivamente dalla stampa perché, voglio ricordare, che non siamo mai stati convocati al tavolo Mise" ha aggiunto, a seguito della comunicazione dei circa 4mila esuberi fatta ai sindacati dalla società aggiudicataria dell'Ilva.

Il documento di avvio della procedura, datato 6 ottobre, mette nero su bianco che "Am intende assumere 10mila lavoratori, restando inteso che non vi sarà continuità rispetto al lavoro intrattenuto" dai dipendenti precedentemente "neanche in relazione al trattamento economico e all'anzianità". In questo caso però secondo i sindacati, i lavoratori perderanno le garanzie dell'articolo 18 perché saranno riassunti con il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act. Ora toccherà alle sigle sindacali trattare per riuscire a mantenere i livelli retributivi.