Germania, Afd si spacca: Petry non farà parte del gruppo Bundestag

25 Settembre, 2017, 16:56 | Autore: Alighiero Casassa
  • 20170926_161515_7261A303

"Non farò parte del gruppo dell'Afd in parlamento", ha aggiunto Petry prima di lasciare la sala, ancor prima di rispondere alle domande dei giornalisti. Si è rivelato, invece, sorprendente il risultato del partito di centro-destra Alternative für Deutschland, che si è piazzata al terzo posto con una percentuale di voti del 13%, votata per lo più da uomini lavoratori tra i 30 e i 49 anni e nella parte est della Germania. Petry, tra i volti più mediatici del partito, ha vinto ieri un seggio nel Land della Sassonia, e ha annunciato la sua decisione in conferenza stampa dopo averla comunicata agli altri dirigenti del partito, motivandola con le differenze tra le varie fazioni dell'AfD.

E così se Petry dice che l'Afd farà "opposizione in Parlamento e sarà un compito gravoso, ma la nostra ambizione è andare al governo nel 2021", l'esperienza al Bundestag potrebbe essere l'inizio della fine per i populisti.

Alexander Gauland, leader di Afd, ha detto che "non può escludere" che il suo partito possa scindersi a seguito dell'annuncio da parte di Petry di non entrare nel gruppo parlamentare di Afd.

Alexander Gauland, capolista di Alternative für Deutschland, si è detto tuttavia sorpreso e ha dichiarato che nè lui, nél'altra capolista Alice Weidel conoscono i motivi della scelta di Petry.

Escluso dal Bundestag nel 2013, quando non superò la soglia di sbarramento del 5%, il partito ottenne poco più del 7% alle Europee del 2014, per crescere poi progressivamente negli appuntamenti regionali del 2015 e del 2016. Una ricetta vincente che ha trasformato il partito in un formidabile catalizzatore dei timori suscitati in molti cittadini dall'emergenza rifugiati e dagli attentati jihadisti che hanno colpito la Germania.

L'ultradestra dell'AfD ha, infatti, incassato il 12,6% ovvero 94 seggi, nelle elezioni vinte dalla Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel con il 33,9% e ormai prossima al quarto mandato. Ma i dissidi interni all'Afd non riguardano tanto l'identità del partito quanto il suo successo elettorale, e proprio in campagna elettorale hanno iniziato a crearsi i primi problemi.