Targa per bimba uccisa dai partigiani, è polemica

16 Settembre, 2017, 18:09 | Autore: Alighiero Casassa

"Dopo aver letto la storia di Giuseppina ho pensato che bisognava fare qualcosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo" è quanto ha dichiarato il consigliere Enroci Pollero, che si è attirato una valanga di critiche e accuse da parte dei comunisti. Troppo, probabilmente, per un popolo che ha sempre rifiutato di riconoscere il fascismo in sé - l'autobiografia della nazione di cui parlava Piero Gobetti, o l'inconscio degli italiani di cui parlava lo stesso Mussolini - ma che ha sempre preteso di riconoscere, di combattere e di reprimere il fascismo "degli altri", negli altri, e che oggi si contende le spoglie di una bambina morta settant'anni fa - per nasconderle o per esporle in ostensione - come estremo tentativo di rimozione o di autoassoluzione. Un monumento al ricordo voluto da un consigliere comunale di centrodestra con un padre partigiano, l'Anpi che insorge e annuncia proteste, pezzi di sinistra che per una volta sembrano staccarsi dall'intangibilità del mito resistenziale.

Pollero punta ad una "vera riappacificazione" sostenuto dal sindaco della cittadina del ponente ligure, medaglia d'oro della resistenza.

Non è d'accordo l'Associazione nazionale partigiani, dicendosi contraria alla targa perché "Giuseppina Ghersi era una fascista". "Eravamo alla fine della guerra, è ovvio che ci fossero condizioni che oggi possono sembrare incomprensibili", sostiene Samuele Rago, presidente provinciale dell'Anpi.

E' triste notare come la parte sporca di una guerra nobile non venisse nascosta nelle opere di chi la rappresentava decenni fa, e ne era stato coevo o protagonista - i fratelli Taviani de "La notte di San Lorenzo", ma anche il Fenoglio dei "Racconti partigiani", tra i tanti - mentre viene accuratamente rimossa e spazzata sotto il tappeto della memoria da chi della memoria di quegli anni si è autoproclamato vestale, l'ANPI delle seconde e terze generazioni, appunto. Parole da cui ha preso le distanze Bruno Spagnoletti, dirigente Cgil in pensione. Dopo queste dichiarazioni, alcune sezioni dell'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani si è nettamente dissociata: "Non possiamo condividere l'ostilità a una iniziativa, come quella del Comune di Noli, che si limita a rendere la dovuta memoria a una vittima innocente degli eccessi della guerra di Liberazione". Questo, secondo i dem, non deve distogliere da una eventuale lettura politica da nostalgici del fascismo.