Ocse: Fedeli, incrementeremo laureati; più risorse per le Università

12 Settembre, 2017, 19:53 | Autore: Alighiero Casassa
  • Ocse. Italia penultima per numero di laureati e maglia nera per la spesa pubblica nellʼistruzione

Umiliante il confronto con altre realtà: al 18% nostrano fanno eco il 46% di Regno Unito e Stati Uniti, e anche se volessimo guardare solo poco più in là delle Alpi avremmo la Svizzera al 41%. Importante il divario di genere: le lauree nei settori scientifici sono in larghissima maggioranza conseguite da uomini. Inoltre il 30% dei laureati italiani ha un titolo di studio che il mondo del lavoro non riesce a valorizzare. Non solo Lingue, Lettere o Filosofia quindi, ma anche Sociologia, Scienze Politiche o Scienze della Comunicazione; tutte realtà che sicuramente formano il futuro cittadino in maniera adeguata a svolgere l suo ruolo nella società ma che, a conti fatti, offrono pochi sbocchi occupazionali. Nel 2016 solamente il 64% dei laureati compresi tra i 25 e i 34 anni aveva un lavoro (80% tra i 25-64enni). Ambiti questi ultimi che danno delle competenze certamente più richieste dal mercato del lavoro: il tasso di occupazione nell'ambito Stem è dell'82%. La Germania, per esempio, registra il 37% di laureati nelle facoltà scientifiche. Sembra paradossale poi che il tasso di occupati tra i laureati è addirittura inferiore a quello dei diplomati degli istituti tecnico-professionali, pari al 68%.

La Provincia di Trento è la regione con il più alto tasso di istruzione terziaria tra i giovani. Peggio dell'Italia per numero di ragazzi che non studiano e non lavorano c'è un solo Paese Ocse: la Turchia. Proprio su questo punto è intervenuta la Ministra Valeria Fedeli, sottolineando che " i dati diffusi si riferiscono al 2014.

È stato pubblicato oggi il report dell'OCSE Education at a glance 2017: i dati sull'Italia, come d'abitudine ormai negli ultimi anni, mostrano uno scenario immobile, sottofinanziato e in cui l'Università è il riflesso più evidente delle crescenti disuguaglianze, cui non vengono opposti efficaci interventi strutturali. "Quest'anno il Fondo per le Università aumenta dell'1%, crescerà del 4,2% nel 2018". Tradotto, vuol dire più risorse per il diritto allo studio, l'orientamento e la qualificazione dei percorsi.