Latisana, bimba respinta all'asilo: la mamma no vax chiama i carabinieri

12 Settembre, 2017, 21:39 | Autore: Alighiero Casassa
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Pena la non ammissione agli asili e alle scuole. La mamma, questa mattina, annuncia che tornerà a scuola tenendo la figlia per mano: "Io sono in regola, l'asilo me lo deve riconoscere".

Asilo e amministrazione comunale hanno ritenuto di verificare con l'Azienda sanitaria il ricevimento della richiesta della mamma e con la Regione il parere definitivo sulla documentazione prodotta. Ma ieri la donna ha riportato la figlia a scuola senza i documenti richiesti e, a fronte della nuova richiesta del personale di firmare i certificati, la signora ha richiesto l'intervento di Carabinieri e Polizia locale che hanno solo registrato l'episodio. In fondo al documento è infatti scritto che "i dati forniti saranno trattati dal personale scolastico, docente e non docente". Ma su Facebook la donna non ha resistito alla tentazione di raccontare quanto accaduto, con tanto di nome, cognome e foto della figlia. In barba all'invocata privacy. Il 22 agosto sono partite le prime telefonate per la campagna informativa del Comune su vaccini ed iscrizione a scuola, il 1 settembre si sono aperte le segreterie degli istituti scolastici per avere le informazioni di persona, oltre a quelle date dal personale e dalle insegnanti direttamente ai genitori.

La mamma ha dimostrato incoerenza anche in altri modi. Da tempo, sulla sua pagina Facebook, comparivano slogan e messaggi propri della causa "no vax".

Il personale della scuola ha tentato di scendere a compromessi con la mamma, proponendole la cancellazione delle righe da lei non accettate.

"Di tutta la vicenda sono particolarmente dispiaciuto per il coinvolgimento delle forze dell'ordine che chiamate in un momento già di tensione con la loro presenza hanno provocato una reazione negativa nei bambini che purtroppo erano presenti". La responsabile della scuola ha consegnato loro la lettera che spiega come in mancanza di requisiti il piccolo non possa essere accettato a scuola, ma nel caso in cui dovesse produrre i documenti ricomincerà a frequentare. Il problema è che, senza quell'autocertificazione, sua figlia - come qualsiasi altro bambino d'Italia - non può essere accolto in asilo nido e neppure in una scuola d'infanzia.