Palermo nell'Olimpo delle Università: è tra le 500 migliori al mondo

17 Agosto, 2017, 15:59 | Autore: Minervina Schirripa
  • «La Sapienza» è il migliore ateneo italiano per la classifica di Shanghai Gaudio: «Servono più investimenti»

L'ateneo di Padova è tra le migliori Università a livello mondiale.

L'Alma Mater dietro la Sapienza e Padova, ma comunque tra le migliori università al mondo. Al secondo posto nelle università del Belpaese Padova, poi il Politecnico di Milano. Fuori dalla classifica Trieste, Genova e la Cattolica di Milano, mentre entrano il San Raffaele di Milano e Salerno. Gli atenei italiani in questione si trovano tra il 150esimo e il 200esimo posto della classifica internazionale; ancora più in basso, tra i 300 e i 400, si collocano invece Firenze, Milano Bicocca, Napoli Federico II, Pavia, Roma Tor Vergata. Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%). E Usa e Regno unito sono infatti i primi due paesi in classifica, seguiti dalla Svizzera e dall'Australia, anche se la Cina segue di una incollatura gli Stati Uniti per numero di atenei classificati nei primi 500.

Gli indicatori presi in esame dall'Arwu comprendono premi Nobel e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e le performance rispetto al numero degli iscritti.

Per le prime 100 università della classifica di Shanghai sono esplicitati la posizione e il punteggio secondo i parametri utilizzati.

Ai primi posti, in assoluto, si trovano soprattutto università americane e inglesi. Soddisfatto il rettore del primo ateneo capitolino, Eugenio Gaudio: "La Sapienza conferma il suo prestigio nel panorama internazionale, raggiungendo un risultato importante per un ateneo pubblico dai grandi numeri e con una vocazione generalista come il nostro, molto differente rispetto al modello anglosassone". È nostro interesse contribuire attivamente al rilancio del Paese, interpretando al meglio il ruolo istituzionale che ci è proprio, affinché il sistema universitario italiano, cronicamente sottofinanziato, si consolidi e possa essere un volano per la ripresa culturale ed economica che a livello europeo si sta profilando.