Casa » Sport

Federer, supersbronza dopo Wimbledon : "Neanche mi ricordo cosa ho fatto ieri!"

18 Luglio, 2017, 04:22 | Autore: Lucilla Lucia
  • Federer, supersbronza dopo Wimbledon :

Sulle colonne del New York Times viene pubblicato un lungo saggio firmato da David Foster Wallace intitolato "Roger Federer as religious experience" (uscito anche in Italia, pubblicato da Einaudi: imperdibile). L'incontro è iniziato con qualche game di ambientamento per entrambi, ma poi Roger si è elevato al suo "consueto livello" delle ultime settimane, macinando gioco e incantando con colpi di classe che gli hanno permesso di trovare il break al quinto gioco, di sfiorarne un altro al settimo e di chiudere con un altro al nono per un facile 6-3. 'King Roger' è salito in cattedra e, grazie a un rovescio in corridoio dell'avversario, anche nel secondo set ha subito strappato di nuovo il servizio al croato (2-0), allungando sul 3-0. Vincere senza aver perso un set a Wimbledon è una cosa magica. Per chiudere, un ennesimo record: a 35 anni Federer è il più vecchio vincitore del torneo inglese nell'era Open. Ma l'ottavo ace della partita è quello che vale l'ottava vittoria a Wimbledon, una in più di quante vinte oltre un secolo fa da William Renshaw e negli anni 90 da Pete Sampras.

A fine partita il Centrale ha tributato applausi ad entrambe le contendenti; Venus, pur sconfitta, raggiunge la finale esattamente vent'anni dopo la prima partecipazione sui campi di Church Road; Garbine conquista il secondo Slam in carriera e diventa la seconda spagnola (dopo Conchita Martinez, ora nel suo staff) ad imporsi sull'erba di Wimbledon.

Anche Federer ha commentato la sfida, ribadendo d'aver voglia di tornare: "Vorrei ritrovarmi qui il prossimo anno, per difendere il titolo".

Una gara emozionante e sfortunata, una finale che forse non ha regalato lo spettacolo che ci si aspettava, con Cilic che ha dovuto fare i conti con dei seri problemi fisici.

Federer Wimbledon. Queste le parole del campione: "Faccio le mie congratulazioni a Marin per questo meraviglioso torneo". Ma come si può essere più perfetti rispetto al giocatore così meravigliosamente descritto da Wallace? Ma mai come in questo Wimbledon, a quasi 36 anni, lo svizzero ha dimostrato una superiorità netta sugli avversari, eliminando agevolmente tutti, fino a una finale stradominata. Intramontabile, unico, ineguagliabile: per il Goat (Greatest of all time) non ci sono più aggettivi, solo interminabili standing ovation. In quei momenti e' stato fondamentale avere al fianco un team di persone che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato. Hanno fatto più che il possibile, ma purtroppo il dolore non è andato via.