Giffoni Film Festival, Mika: "Sanremo? Sarebbe un onore ma non lo farò"

17 Luglio, 2017, 16:14 | Autore: Adone Liotta
  • Mika sul festival di Sanremo:

Condurre il Festival di Sanremo?

Ovviamente, però, Mika non sarebbe il conduttore unico del Festival di Sanremo 2018: al suo fianco, infatti, stando alle ultime anticipazioni diffuse dal sito web DavideMaggio.it potrebbero esserci Virginia Raffaele, già spalla comica durante le ultime due edizioni della kermesse condotte da Carlo Conti e Pippo Baudo, che ad oggi rimane colui che ha condotto il maggior numero di edizioni (ben 13).

Mika ha poi aggiunto: "Quello è un mestiere che altri fanno molto meglio di me, potrei farlo solo nel mio stile e richiederebbe tempo per prepararlo".

Mentre ci sarà, tra fine ottobre e inizio novembre, su Rai2, la seconda edizione di Stasera Casa Mika: "Siamo già al lavoro da due mesi, inizieremo a registrare questo weekend". Tra i progetti, il cantante ha annunciato la preparazione di una minifiction che avrà luogo proprio all'interno del programma Stasera Casa Mika, scritta da Ivan Cotroneo, uno degli autori del programma. Per lui Stasera a casa Mika "e' come un musical in quattro puntate, con una narrazione dall'inizio alla fine". Fra i cantanti italiani chi sarebbe adatto a realizzare uno show come il suo? "Gabbani, che mi e' molto piaciuto a Sanremo e agli Mtv Awards, o Fedez, che farebbe qualcosa di molto differente da me, ma sarebbe adatto perche' ha un'attenzione maniacale ai dettagli".

Mika sta attualmente muovendo i primi passi anche nel mondo del cinema, e se il suo piccolo cameo in Zoolander 2 è stato tagliato, ora gli è stata proposta la parte del protagonista in un film francese molto importante e serio. "Mi piacerebbe tentare questa strada, farmi paura con una sfida come questa ma non voglio sia un suicidio". Tra i temi della conversazione anche le citta' che ama e lo ispirano, come Beirut, dove e' nato, o Napoli: "In entrambe ci sono individui che rovinano la vita delle persone, ed e' l'aspetto piu' facile da presentare. Come all'estero di Beirut molti hanno ancora solo l'immagine degli Hezbollah così è più facile vendere la versione Gomorra di Napoli, che comunque è una serie fatta benissimo, non ne ho persa una puntata". L'idea mi è venuta un anno e mezzo fa. Tra i suoi sogni nel cassetto c'è anche quello di raccontare le storie di chi ha vissuto la lunga guerra del Libano, che ha coinvolto più generazioni.