Lavoro, il Papa chiede più garanzie per giovani e donne

30 Giugno, 2017, 12:20 | Autore: Sofia Staffieri
  • Papa Francesco. Discorso rivoluzionario e marxista ai delegati del XVIII Congresso Cisl. “Non c’è buona società senza sindacato”

Il governo, ha concluso il ministro, "con gli interventi dell'Ape sociale dell'Ape volontaria, ha cercato di introdurre dei meccanismi di flessibilità in uscita, cosa che pensiamo possa aiutare le persone che sono più in difficoltà a arrivare prima al pensionamento e quindi, contemporaneamente, far accedere una parte di giovani nel turnover e dare loro un'opportunità di lavoro".

Papa Francesco ha ricevuto in udienza mille delegati della Cisl, accompagnati dal segretario Annamaria Furlan, e per l'occasione ha parlato di lavoro e dell'urgenza di stabilire un nuovo patto sociale per l'impiego. Quello che è "urgente è
un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di
lavoro di chi è nell'ultima stagione lavorativa, per creare
lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare".
Far lavorare gli anziani a lungo "obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti". "Ma se pensiamo la persona senza lavoro,
diciamo qualcosa di parziale, di incompleto, perché la persona si
realizza in pienezza quando diventa lavoratore, lavoratrice;
perché l'individuo diventa persona quando si apre agli altri,
alla vita sociale, quando fiorisce nel lavoro". "La persona - dice - non è solo lavoro, perché non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare". Ieri con la Cisl è tornato a parlare di lavoro mettendo nuovamente il dito sulla piaga. Sul fronte previdenza, chiede infatti il papa, si deve riconoscere "il diritto a una giusta pensione - né troppo povera né troppo ricca, mentre - le 'pensioni d'oro' sono un'offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni".

Poi il passaggio specifico sul ruolo dei sindacati. Ma osserva anche: nelle odierne e avanzate società capitalistiche "il sindacato rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare". Senza contare che a volte la società "ancora non capisce" il sindacato "perché a volte la corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacalisti". "Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile". "E invece, se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l'azione dentro le imprese perde forza ed efficacia". "La vostra vocazione è anche proteggere chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia".