Processo Tavares. Gessica torna in aula

28 Giugno, 2017, 19:20 | Autore: Amata Cozzo
  • Gessica Notaro in Tribunale a Rimini alla prima udienza del processo

Prosegue presso il tribunale di Rimini il processo a carico di Edson Tavares, ex compagno di Gessica Notaro, finalista al concorso di bellezza Miss Italia e sfregiata con l'acido lo scorso gennaio. Gessica, prima dell'aggressione, lo aveva denunciato per stalking perché lui la continuava a perseguitare nonostante la fine del loro rapporto. A Tavares era stato imposto il divieto di avvicinarsi alla ragazza, ma il provvedimento non lo ha fermato. "Non voglio vendetta, ma quella persona deve pagare per il male che mi ha fatto". A darne notizia è Repubblica.it che riporta le parole pronunciate da Gessica Notaro durante la sua deposizione: "Tavares è stato l'amore più grande della mia vita, nonostante i tradimenti e le difficoltà nel rapporto per via degli atteggiamenti di lui".

Poi ha ripercorso i drammatici attimi dell'aggressione: "Ero tornata a casa dopo aver cenato con il mio compagno e me lo sono trovato davanti, quando ho visto cosa aveva in mano ho capito subito".

In aula i due per un istante hanno incrociato il loro sguardo. Lo scorso 18 giugno la 28enne ha postato la foto di quello che chiama "l'uomo dlela luce" e che dovrebbe essere il suo nuovo fidanzato. "Non l'ho guardato negli occhi ma l'ho visto in faccia". Lei non porta la benda all'occhio sinistro, dove ha già subito vari interventi chirurgici, per mostrare i segni dell'aggressione subita a gennaio.

Durante l'udienza non è mancata la tensione, l'avvocato di Tavares, Luzi del Foro di Cesena, ha gettato per terra la toga in segno di protesta a un richiamo del giudice. "Io volevo tutelarmi", ha detto Gessica al giudice. Me lo sentivo che poteva succedere. Quando stavamo insieme avevamo parlato del suo caso. "Nella mia testa la paura c'era". A sua detta, però, da quel momento lui aveva iniziato a sentirsi una vittima al punto da arrivare a minacciarla: "Lui mi ha detto: me la pagherai e ti rovinerò la vita senza toccarti con un dito". E oggi ricomincio la mia seconda vita proprio da qui, grazie alla solidarietà della signora Patrizia Mirigliani, la quale non ha esitato un secondo a tendere la sua mano verso di me per aiutarmi. "E solo lui poteva fare una cosa del genere con quella velocità felina". "Lui si sentiva la vittima", ha concluso. Un gesto per cui il pm Cerioni ha chiesto di segnalare il legale al Consiglio dell'Ordine e di iscrivere il gesto agli atti.