Confalonieri: "Da Mediaset nuova causa contro Vivendi"

28 Giugno, 2017, 17:54 | Autore: Sofia Staffieri
  • Mediaset, Berlusconi si prende la maggioranza assoluta e fa fuori Bollorè

Che aggiunge: "Non si può non vedere un piano preciso".

E' quanto ha detto il presidente, Fedele Confalonieri, aggiungendo di aver nuovamente citato in tribuale il gruppo francese alcune settimane fa. Il bilancio è stato approvato a maggioranza con il 98,46% dei voti favorevoli. Senza contare che il buy-back (riacquisto azioni proprie, ndr) fino al 10%, appena varato dall'assemblea, mette in sicurezza la società: Mediaset infatti ha in pancia il 3,795% di azioni proprie e potrà ancora acquistarne ancora fino al 6,473 per cento. "Non arretreremo sul piano della difesa legale e nella tutela dei nostri interessi - ha proseguito - è evidente che risolvere questo grave contenzioso è per noi una priorità assoluta". Questa volta portandola in giudizio per "violazione della legge sul pluralismo televisivo, violazione contrattuale, concorrenza sleale" come ha annunciato Fedele Confalonieri, presidente di un gruppo che per decenni ha tratto vantaggio dal duopolio del mercato televisivo italiano. Non era scontato, soprattutto dopo che Premium aveva disertato la prima gara flop per i diritti della Serie A. "Non è bastato, ma per noi era la cifra giusta" spiega.

Per la Consob Vivendi, in questo contesto, non ha un obbligo di comunicazione ex-ante, ma solo ex-post.

Contro l'attuale management del gruppo di Cologno Monzese si è scagliato il fondo Amber, titolare del 2,5% del capitale e rappresentato in assemblea da Arturo Albano: "Quello che ci preoccupa di più come azionisti - ha detto - è la sostenibilità del business della tv commerciale nel medio lungo termine, perché oggi viviamo in un mondo digitale, un mondo completamente diverso rispetto a 10 anni, e l'impressione, guardando l'attuale management è che non sia adeguato ad affrontare un cambiamento così radicale del business e dello scenario competitivo". Vivendi ha presentato nei giorni scorsi i propri impegni ad Agcom che le ha chiesto di rimuovere entro dodici mesi la posizione acquisita (tra Telecom e Mediaset) che viola la normativa vigente. Gli analisti di Equita ricordano che se Mediaset incrementasse le azioni proprie fino al 10% e poi distruggesse le azioni con l'applicazione del whitewash, Fininvest si porterebbe automaticamente al 45,7% dei diritti di voto e Vivendi al 32%. Il 19 giugno Mediaset ha acquisito da Telefonica l'11,1% di Mediaset Premium arrivando a detenere il 100% del capitale sociale della pay tv. "Non sono sul tavolo solo i nostri diritti violati ma anche molti nostri progetti futuri".

E qualora Premium "non dovesse avere i diritti, cosa che non ci auguriamo e che riteniamo difficile, cosa accadrà è scritto nel piano"; ovvero una pay tv rivista e che punta sui contenuti e sulla partnership con Infinity ad esempio. Premium, ha concluso Pier Silvio Berlusconi, "la stiamo rifocalizzando", e "stiamo lavorando più per perseguire un margine migliore più che per fare abbonati e ricavi a tutti i costi. Già quest'anno i conti saranno in miglioramento rispetto al 2016".

La raccolta pubblicitaria del gruppo Mediaset nel primo semestre dell'anno dovrebbe, invece, chiudersi lievemente positiva.

"Siamo azionisti di Mediaset da diversi anni, ma crediamo che l'attuale gestione sia deficitaria".