Agrigento, arrestato cittadino somalo per torture sui migranti

27 Giugno, 2017, 19:13 | Autore: Amata Cozzo
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Nei confronti del ragazzo l'accusa è quella di aver fatto parte di un'associazione armata trasnazionale, dedita alla tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

I particolari saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 11 in Questura. Il fermato è stato trasportato nel carcere di Agrigento.

Le indagini sul 23enne sono state avviate esattamente un mese fa, il 27 maggio, giorno dello sbarco a Lampedusa.

Il somalo è stato riconosciuto dagli inquirenti come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia, più precisamente in una struttura sita nei pressi di una zona agricola in territorio di Cufrà. Sono state condotte dalla seconda divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalla Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti e dalla Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi. Lui picchiava i migranti.

"Ci picchiava e si divertiva a umiliarci". "Perché a Lampedusa - ha tenuto ad evidenziare sempre il capo della Squadra Mobile di Agrigento - noi ci siamo 365 giorni all'anno e sentendo i migranti che sbarcano riusciamo a conoscere le peripezie che vivono prima di arrivare in Italia".

L'arrestato, a Lampedusa, avrebbe minacciato le sue vittime al fine di convincerle di non denunciarlo alla Polizia italiana.

Gli extracomunitari hanno raccontato di essere stati picchiati ripetutamente con tubi di gomma mentre erano al telefono con i parenti per costringere questi ultimi a versare la cifra necessaria al viaggio verso l'Europa.

"Iniziarono subito a torturarci per costringerci a contattare i nostri familiari affinchè inviassero il riscatto - testimonia un altro migrante -".

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