Papa prega a Bozzolo su tomba don Primo

20 Giugno, 2017, 11:56 | Autore: Alighiero Casassa
  • Sulla Via di Damasco

Francesco incontra i discepoli di don Milani ancora viventi nella sua chiesa, visita brevemente la canonica, e poi nel giardino adiacente tiene il secondo discorso commemorativo della giornata.

In occasione della ricorrenza del 50° anniversario della morte di don Lorenzo Milani, che ci sarà il prossimo 26 giugno, la 'Caritas' diocesana organizza martedì 20 giugno una serata speciale dedicata a don Milani e don Mazzolari, in comunione con Papa Francesco, che qual giorno si recherà a pregare sulle tombe dei due religiosi: a Barbiana, frazione di Vicchio del Mugello nella quale don Lorenzo arrivò nel 1954 e dove rimase fino alla morte, avvenuta a soli 44 anni, e a Bozzolo (Mantova) sulla tomba di don Primo Mazzolari. Anche Don Primo "pensava a una Chiesa in uscita, quando meditava per i sacerdoti con queste parole: per camminare bisogna uscire di casa e di Chiesa, se il popolo di Dio non ci viene più". Così la fede si fa più operosa, ma può generare una comunità cristiana elitaria.

Il cardinale Bassetti: la grande eredità di don Primo. Ci si accontenta di criticare. La parrocchia è il luogo dove ogni uomo si sente atteso. "Don Primo Mazzolari è stato definito il parroco d'Italia; e San Giovanni XXIII lo ha salutato come 'la tromba dello Spirito Santo nella Bassa padana. Il prete non è uno che esige la perfezione, ma che aiuta ciascuno a dare il meglio".

"Io vorrei ripetere questo - ha detto il Papa dopo aver citato la frase di don Mazzolari 'non dobbiamo massacrare le spalle della povera gente', - e vorrei ripeterlo a tutti i preti dell'Italia e del mondo: 'abbiamo del buon senso, non dobbiamo massacrare le spalle della povera gente'".

L'ultima scena riguarda la pianura.

Il viaggio che farà Bergoglio domani mattina a Barbiana e a Bozzolo, oltre a riabilitare due preti che negli anni cinquanta furono marchiati dalla Chiesa e della Dc di essere dei comunisti per il loro insistere nella difesa dei poveri, servirà a tracciare il sentiero per "quell'atteggiamento di misericordia" necessario a realizzare una Chiesa meno rigida, ingessata, e incline all'autoreferenzialità di quanto non sia ora. Che cosa c'entrano la scuola pubblica e la democrazia con questa faida interna alla Chiesa? Come educatore ed insegnante Don Milani ha indubbiamente praticato percorsi originali, talvolta, forse, troppo avanzati e, quindi, difficili da comprendere e da accogliere nell'immediato. "La credibilità dell'annuncio passa attraverso la semplicità e la povertà della Chiesa". Sono emblematiche le espressioni di don Milani: "Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà".

Simboli e prospettive del pontificato di Papa Francesco. "Ritengo che questo dono del Papa sottolinei anche la profonda evangelicità della testimonianza di don Mazzolari".

Il Vescovo di Cremona, Mons. "Se doveste riconoscere di non aver raccolto la lezione di don Mazzolari - ha detto il Papa - vi invito oggi a farne tesoro".