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Il retroscena: Donnarumma, la famiglia vuole un confronto con Raiola. Spiegherà che…

20 Giugno, 2017, 08:09 | Autore: Lucilla Lucia

Siamo stati costretti a prendere delle decisioni che non eravamo pronti a prendere e quindi la risposta è stata negativa.

" Si era creato un ambiente troppo ostile tra le parti e, in questo modo, non poteva uscire un buon risultato per entrambe le parti". Clausola rescissioria? Non ne abbiamo parlato perché non eravamo a questo punto. Gigio è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo nei suoi confronti. "Anche per il modo in cui è stato condotto il tutto in modo pubblico, creando un ambiente ostile e violento". Mi prendo al 100% la responsabilità della decisione. Quando arrivi a parlare di quello siamo al 90% del contratto. "Noi abbiamo osservato degli atteggiamenti pubblici ostili e non siamo arrivati così avanti". "Poi sono cambiate alcune cose, prima delle quali il mancato appoggio della società nei suoi confronti in alcune situazioni spiacevoli, come in occasione dello striscione esposto dai tifosi contro di lui sotto la sede del Milan e che nessuno ha fatto rimuovere". "Oggi non voglio riaprire questi discorsi perchè sarebbe riaprire un'altra volta il circo e non lo voglio fare".

Il mio telefono è acceso, non siamo in guerra con il Milan o con Fassone. Si doveva decidere il 13 e noi abbiamo deciso.

Vista la situazione ora Donnarumma rischia un anno di tribuna: "Sì, è un rischio importante". E sicuramente non lo avremo nel breve periodo. Contraddizioni che non sono piaciuti a chi pensa che quella di Raiola sia una precisa strategia con un accordo economico già raggiunto con una grande, probabilmente il Real Madrid, e con la voglia di sottrarre ad un possibile rinnovo il suo giocatore, forse anche per sfiducia per quelli che saranno gli orizzonti e i progetti della nuova proprietà cinese del Milan. Ma penso sia meglio se va via.