Il Papa commemora don Milani e Mazzolari a Bozzolo e Barbiana

20 Giugno, 2017, 11:59 | Autore: Alighiero Casassa
  • Gubbio, la caritas diocesana organizza un evento per l'anniversario della morte di Don Milani

L'omaggio alla tomba di don Milani si compie nel 50/o anniversario della sua morte, avvenuta il 26 giugno 1967, lo stesso anno in cui apparve "Lettera a una professoressa", scritta dal sacerdote con i suoi ragazzi della scuola di Barbiana, nell'alto Mugello.

Diventò missionario del Vangelo, girando con la bicicletta per le campagne e le fabbriche di San Donato, in gran parte operai nelle aziende tessili di Prato, ma anche contadini, muratori e artigiani -In quegli anni era forte la divisione politica tra democristiani e comunisti: i primi frequentavano la parrocchia, specialmente i circoli Acli, e i secondi, ben più numerosi, si riunivano nella Casa del popolo.

Don Primo - ha osservato Francesco - non è stato un parroco clericale ma ha dato "vita ad un vero e proprio magistero", è stato il "parroco d'Italia, la tromba dello Spirito Santo nella Bassa padana". "Tante cose venivano... ma voi avete pazienza, non vorrei lasciare da dire tutto quello che vorrei dire su don Primo Mazzolari". La storia del don Milani misconosciuto rimbalza sui giornali e ne dà una lettura esemplare lo storico cattolico Alberto Melloni (la Repubblica, 5/6/17), secondo il quale la democrazia e il cattolicesimo si sarebbero accaniti contro il priore di Barbiana, colpevole di aver perseguito strenuamente la realizzazione dell'art.

Si prepara un evento mediatico assimilabile alle fiction televisive che propinano preti detective e suore psicologhe. Sulla tomba è anche incisa l'invocazione tratta dal libro di Geremia "E io non ho paura, perché seguo te, il Pastore" (Ger 17,14-16), che don Mazzolari trascrisse di suo pugno: sembra di vederlo, il parroco di Bozzolo, imperterrito e pieno di fede mentre si espone per i diritti dei poveri e contro il fascismo senza essere compreso dalla sua Chiesa. "Il prete non è uno che esige la perfezione, ma che aiuta ciascuno a dare il meglio". Così possiamo diventare Chiesa povera per e con i poveri, la Chiesa di Gesù. Come educatore ed insegnante Don Milani ha indubbiamente praticato percorsi originali, talvolta, forse, troppo avanzati e, quindi, difficili da comprendere e da accogliere nell'immediato. Il Papa- concludendo - si rivolge ai sacerdoti, facendo l'esempio di Don Mazzolari, chiedendo loro di "ascoltare il mondo, chi vive e opera in esso, per farvi carico di ogni domanda di senso e di speranza, senza temere di attraversare deserti e zone d'ombra. La credibilità dell'annuncio passa attraverso la semplicità e la povertà della Chiesa". "Questo duplice gesto, manifesta l'intento di Papa Francesco di richiamare l'attenzione sull'identità e la missione del prete e sul legame di questi con la gente affidatagli nel ministero parrocchiale". Sono emblematiche le espressioni di don Milani: "Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà". Antonio Napolioni, salutando il Papa ha annunciato che il prossimo 18 settembre si aprirà la fase diocesana del processo di beatificazione di Don Primo Mazzolari.