Emanuela Orlandi: la famiglia chiede vedere i documenti del Vaticano

20 Giugno, 2017, 12:36 | Autore: Adone Liotta
  • La famiglia di Emanuela Orlandi al Vaticano'Dateci il dossier su nostra figlia

La famiglia ritiene fondamentale anche il colloquio con Parolin a causa di n atto acquisito dalla Procura di Roma nel quale si attesta che "tutta la dolorosa vicenda fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato": il cardinale, essendo un uomo nuovo di Francesco (scelto in sostituzione di Tarcisio Bertone), potrebbe essere la persona giusta per dirimere i dubbi degli Orlandi, nonostante i due precedenti incontri non fossero approdati a novità significative. Lo ha affermato monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede, a margine di una conferenza stampa su un libro su Papa Francesco. Non possiamo fare altro che condividere e prendere a cuore la sofferenza dei familiari. "Non so se la magistratura italiana ha nuovi elementi, ma -ribadisce Becciu- da parte vaticana non c'e' nulla da dire in piu' di quanto non si sia gia' detto". L'avvocato della famiglia Orlandi ha avviato la procedura per chiedere la consegna del dossier custodito in Vaticano relativo alla scomparsa della ragazza. Una posizione che però non ha scoraggiato il fratello della giovane, scomparsa il 22 giugno del 1983 all'età di quindici anni. E soprattutto i suoi avvocati Annamaria Bernardini De Pace e Laura Sgrò. Una richiesta di audizione con il segretario Pietro Parolin per conoscere "in che modo e da chi è stata seguita la vicenda". Eppure del carteggio, come si specifica nel ricorso, hanno parlato più fonti arrivando ad elencare la natura di alcuni scritti. È infatti di queste ultime ore la notizia della richiesta di un'istanza di accesso agli atti, allo scopo di visionare le carte che sono custodite dalla segreteria di Stato del Vaticano. Con dettagli anche di valore amministrativo dell'attività svolta dalla segreteria di Stato ai fini del ritrovamento. Proprio quello che le gerarchie ecclesiastiche hanno sempre cercato finora di evitare.

Sono le 11 di ieri quando il legale deposita l'istanza presso la Segreteria.

Quando è stato chiesto un commento sulla vicenda, ha fatto la sua dichiarazione. Soprattutto perché respinge, ancora prima di esaminare quella che è una vera e propria supplica, ogni possibilità di aprire il dialogo evidenziando "una totale mancanza di collaborazione". Come ha scritto in una lettera indirizzata al Pontefice nel marzo scorso, vuole sapere l'identità di "chi in Vaticano sa e da tanti anni tace".