Tangenti per non pagare tasse: 16 arresti in Veneto

18 Giugno, 2017, 22:56 | Autore: Sofia Staffieri
  • Blitz anti-corruzione: ecco tutti gli indagati

L'inchiesta coinvolge due tenenti colonnello della Guardia di finanza."Il quadro che emerge dalla lettura degli atti della procura e suffragati dall'ordinanza del Gip - aggiunge il magistrato - mostra un rapporto amicale collaudato tra i vari soggetti finalizzato alla corruzione, all'accesso abusivo di materiale informatico e di violazione di segreto d'ufficio emersi in oltre due anni d'indagini, che ricostruisco almeno cinque episodi gravi, che sono solo la punta di un iceberg."Una corruzione seriale e sistematica - conclude il procuratore Cherchi - in cui i funzionari si facevano pagare per lenire sanzioni pesanti".

L'indagine è stata aperta in riferimento ad un filone dell'inchiesta sul Mose, nell'ambito della quale erano stati ravvisati comportamenti non del tutto ortodossi da parte di un dirigente dell'amministrazione finanziaria. E poi Elio Borrelli, ai vertici dell'Agenzia delle entrate prima a Venezia, ora in Abruzzo, Christian David e Massimo Esposito, rispettivamente responsabile delle verifiche ed ex direttore dell'Agenzia di Venezia e un giudice tributario, Cesare Rindone. Il bilancio è amaro: quattordici persone in carcere e due ai domiciliari. Secondo i finanzieri, diversi gli episodi di corruzione emersi nel corso degli accertamenti, soprattutto specie tra Venezia e Verona, che hanno riguardato dirigenti e funzionari pubblici, professionisti e dirigenti di aziende private. "Pur nella speranza che possano dimostrare la propria innocenza, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto all'immediata sospensione dei dipendenti coinvolti nell'inchiesta ancora in servizio al fine di tutelare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che operano onestamente e scrupolosamente, nonché al fine di garantire l'immagine dell'Agenzia delle entrate e l'indispensabile rapporto di fiducia che i contribuenti devono poter avere con essa, saranno avviate tutte le misure sanzionatorie e risarcitorie" ha fatto sapere l'Ente.

Sarebbero quindi pari ad un importo di 140.000 euro le tangenti corrisposte nel periodo compreso tra settembre 2016 e maggio 2017. Inoltre, l'imprenditore ha ottenuto che venisse ritardata la notifica di avvisi di accertamento per debiti tributari, in modo da chiedere rimborsi Iva per 600mila euro che non poteva ottenere.

Molti altri gli episodi corruttivi contestati dalla Procura: due funzionai dell'Agenzia si sarebbero fatti consegnare 50mila euro per 'accomodare' un accertamento tributario.

Ulteriore vicenda simile, sempre con lo scopo di ridimensionare l'esito di verifiche, ha visto coinvolti il Nucleo di polizia tributaria di Venezia, una società immobiliare e un'azienda di trasporti di Venezia. L'ufficiale, in cambio di denaro e oggetti di lusso per un valore di 40.000 euro, avrebbe fatto da 'ponte' verso il funzionario dell'Agenzie delle entrate e, con il proprio interessamento, supportato dalla commercialista, avrebbe reso possibile la riduzione di oltre il 70% dell'importo del debito complessivo delle aziende verificate, passato da 13.000.000 euro a 3.700.000. La terza vicenda si ricollega a verifiche fiscali effettuate dall'Agenzie delle Entrate nei confronti di un'impresa assicuratrice veronese. Ad essere coinvolti nel presunto giro di tangenti, nello specifico, sei imprenditori, tre funzionari dell'Agenzia delle Entrate, due ufficiali della Guardia di Finanza, un appartenente alla Commissione Tributaria Regionale per il Veneto, due dirigenti di un'azienda assicuratrice e due commercialisti.

In cambio, l'imprenditore friulano ha assunto alle dipendenze il figlio del primo ufficiale ed ha offerto altre regalie.

Ai 16 indagati il Gip ha sequestrato complessivamente in via cautelare 440mila euro, cioè l'insieme delle somme pattuite nella corruzione, anche se non tutte effettivamente versate.