Ipotesi di governo: pensione a 67 anni

18 Giugno, 2017, 22:01 | Autore: Sofia Staffieri
  • In pensione sempre più tardi spunta l'ipotesi 67 anni

Secondo alcune indiscrezioni un decreto del governo, che dovrebbe essere emanato a settembre, sposterebbe l'età pensionabile dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni a partire dal 2019.

Gli effetti del decreto potrebbero essere mitigati dalla recente entrata in vigore dell'Ape (anticipo pensionistico) sociale, pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale. Non subito, ma a partire dal 2019, spingendo ancora più in alto quei requisiti previdenziali che già adesso fanno dell'Italia uno dei Paesi dove si va in pensione più tardi. La domanda andrà presentata all'Inps entro il 15 luglio, se i requisiti saranno raggiunti entro l'anno, ed entro il 1 marzo degli anni successivi per i requisiti raggiunti entro l'anno.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha dichiarato che c'è tempo fino al 15 luglio per presentare presso le sedi Inps l'Ape, ossia la possibilità di anticipare il pensionamento di quasi quattro anni.

L'indennità e' corrisposta per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Pertanto, per accedere all'Ape social, il requisito dell'età anagrafica è quello dei 63 anni, la soglia contributiva viene confermata a 30 anni di contributi versati, o 36 nell'ipotesi di svolgimento di attività lavorative considerate gravose. La cifra è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo. Per questa i costi sono totalmente a carico dello Stato E sono immediati, in quanto sono già stati stanziati circa 2 miliardi di euro Ecco perché l'innalzamento a 67 anni dell' età pensionabile è qualcosa in più di un ipotesi. Chi riceverà l'Ape sociale potrà avere anche il bonus di 80 euro previsto per i redditi da lavoro bassi.

I lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età. L'Ape social, invece, sì. Ad essere interessati sono lavoratori che hanno maturato almeno 41 anni di contributi nonché disoccupati e disabili che abbiano compiuto 63 anni e con ammortizzatori sociali esauriti da 3 mesi.