Reato di tortura, il Senato vota Critiche: "Legge inapplicabile"

20 Mag, 2017, 00:57 | Autore: Amata Cozzo
  • L'aula del Senato durante la discussione del ddl recante l'introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano Roma 09 maggio 2017. ANSA  ANGELO CARCONI

Il disegno di legge che punta ad introdurre il reato di tortura nell'ordinamento italiano riceve il via libera dal Senato con 195 sì, 8 no e 34 astenuti. Il provvedimento torna ora a Montecitorio perche' nuovamente modificato.

Non mancano, però, le polemiche.

A non riconoscersi nel testo votato c'è innanzi tutto Luigi Manconi, il presidente della Commissione per i diritti umani e primo firmatario del disegno di legge. "Il primo giorno della legislatura - ha spiegato - il 15 marzo del 2013, presentai un ddl sulla tortura. Quanto accaduto in questi anni è stato lo stravolgimento di quel testo che ricalcava lo spirito profondo che aveva animato le Convenzioni e i trattati internazionali sul tema", ha detto.

Per l'Arci "l'adozione del reato di tortura è un obbligo cui l'Italia non ottempera dal 1988, quando ratificò la convenzione Onu, al cui testo dovrebbe adeguarsi". Più che un annuncio è stata una denuncia quella espressa dal senatore Si, Corradino Mineo in sede di dichiarazione di voto nell'aula sul ddl.

Un altro emendamento inserito al Senato - e arriviamo al secondo punto chiave - riguarda la non sussistenza del reato 'nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti' - la formulazione è talmente 'vaga' che è proprio a partire da questo elemento che il reato di tortura diventa inapplicabile: dov'è, ad esempio, che una misura privativa sfocia nella tortura?

È nell'interesse dei cittadini e delle stesse forze di sicurezza mantenere l'Italia nel perimetro della migliore civiltà giuridica, perciò chiediamo ad Antigone, ad Amnesty International, alle associazioni, a tutte le persone di buona volontà di battersi con ritrovata fermezza affinché la Camera dei deputati cambi rotta e il parlamento compia l'unica scelta seria possibile, ossia il ritorno al testo concordato in sede di Nazioni Unite. Con il nuovo testo si contestualizza quello che fa scattare la pena: viene introdotto il termine "reiterate violenze", l'agire "con crudeltà" e il "verificabile trauma psichico". Se dalla tortura deriva una lesione personale grave le pene sono aumentate di un terzo; se ne deriva una lesione gravissima sono aumentate dalle meta'; se ne deriva la morte la pena e' della reclusione di trenta anni.

Il disegno di legge presentato nel 2014 era composto da sei articoli, introduceva il reato di tortura e lo rendeva punibile con la reclusione da 3 a 10 anni: "Chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero mediante trattamenti inumani o degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in una condizione di minorata difesa, è punito con la reclusione da tre a dieci anni". Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni. Innanzitutto perché il reato di tortura viene definito comune e non proprio, come vogliono invece tutte le convenzioni internazionali dal momento che si tratta di una fattispecie propria dei pubblici ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio.

- MIGRANTI: Il testo modifica anche la disciplina sull'immigrazione prevedendo che non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a Tortura.

Dure critiche anche da Amnesty International e Antigone secondo cui, se la legge venisse confermata in tale testo, anche dalla Camera "sarebbe difficilmente applicabile". "Il limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo e circoscrivere in modo inaccettabile l'ipotesi della tortura mentale è assurdo per chiunque abbia un minimo di conoscenza del fenomeno della tortura nel mondo contemporaneo, nonché distante e incompatibile con la Convenzione internazionale contro la tortura".