Bce: Draghi, per crescita serve contributo politiche singoli Stati

19 Mag, 2017, 22:36 | Autore: Sofia Staffieri
  • Sentiment mercati dopo vittoria Macron per JP Morgan attenzione si sposta ora alla BCE

Così si è espresso Baudet: "Dal momento che noi, l'Olanda, abbiamo un credito netto di circa 100 miliardi di euro, stando alle sue stesse parole questo significa che, nel caso scegliessimo di lasciare l'eurozona, il che è uno dei punti fondamentali del programma del mio partito, dovremmo ricevere indietro 100 miliardi di euro dai paesi del sud dell'eurozona, secondo lei?" Draghi ha liquidato ogni ipotesi di uscita dall'euro ribadendo che la moneta unica "è irrevocabile, e questo lo dice il trattato".

Un parlamentare lo accusa per esempio di aver favorito i paesi che presentano elevati livelli del debito pubblico, rivolgendosi così a Draghi: "Potrà essere un eroe per l'Italia e per Goldman Sachs, ma qui lei non è un eroe".

Ha replicato Draghi: "Lasci che le risponda nello stesso modo in cui ho risposto a domande simili al Parlamento Europeo".

Cerca di stemperare la tensione Pieter Duisenberg, presidente della commissione Finanze: consegna a Draghi una lampada-tulipano a energia solare, "da osservare prima delle riunioni della Bce", scherza il figlio di Wim Duisenberg, primo presidente della Bce morto nel 2005.

La Gran Bretagna si caratterizza invece per il rallentamento della crescita accompagnato tuttavia da un trend inflazionistico in linea con l'obiettivo della BoE, che ha quindi deciso con un solo voto contrario di lasciare invariati i tassi di interesse davanti all'incertezza della BrExit, di cui la BoE prevede un processo soft caratterizzato da un periodo di transizione e implementazione tra i negoziati e l'attuazione di nuovi accordi. "Inoltre, l'euro è stato un successo per l'eurozona e specialmente per i paesi come l'Olanda".

"Non vogliamo speculare sulla probabilità di situazioni che non hanno alcuna chance di accadere".

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Ovviamente Draghi non ha potuto confermare il ragionamento: la creazione di un incentivo all'uscita sarebbe un rischio troppo grande. Un deputato richiama quanto il presidente della Bce scrisse a gennaio, e cioè che l'ipotesi teorica di un addio dell'Italia all'euro avrebbe innescato la restituzione immediata degli oltre 350 miliardi di euro di deficit del paese verso il sistema Target2 dei pagamenti fra le banche centrali dell'Eurozona.