Un presidente bergamasco per Nuova Banca Marche

12 Mag, 2017, 02:39 | Autore: Sofia Staffieri
  • Ubi Banca 1500 esuberi entro il 2020 per le tre good bank

Banca d'Italia annuncia che nella giornata di mercoledì si è perfezionata la cessione a Ubi di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, "essendosi verificate le condizioni sospensive previste dal contratto stipulato in data 18 gennaio 2017, tra cui il rilascio delle autorizzazioni da parte delle competenti Autorità italiane ed europee". Lo prevede il piano industriale aggiornato al 2020 dopo l'acquisizione.

NUOVE NOMINE - Ieri si sono riuniti i cda delle good bank acquisite e di Banca Federico del Vecchio a seguito dei quali sono state definite le nuove cariche consiliari.

Trattasi di Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. Limitatissime, dunque, per il personale dipendente, le ricadute sui livelli occupazionali.

Il passaggio alla banca unica comporterà la chiusura di circa 370 punti vendita, di cui 140 nell'ambito del perimetro delle good bank. Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti "giungono da un contesto di grande crisi, di grande difficoltà, che implica inevitabilmente delle azioni cosiddette di 'turnaround´ che vanno innanzitutto a incidere sulla struttura dei costi e sulla qualità del credito", afferma Massiah in una nota.

In generale, l'obiettivo di UBI Banca è quello di riuscire a portare a casa 1,12 miliardi di euro in utili entro il 2020. Per questo motivo serviranno "importanti riorganizzazioni, ci saranno delle uscite di personale inevitabili e allo stesso tempo, però, la pulizia che è stata fatta sulla situazione del credito non performante migliorerà nettamente il costo del rischio". Risparmi sui costi arriveranno dall'estensione del sistema informativo di Ubi alle tre banche e dalla riduzione del del costo della raccolta. Le proiezioni di piano industriale per la Combined Entity confermano i ratio di redditività e di solidità patrimoniale al 2020, e la creazione di valore industriale.

Per quanto riguarda i dividendi è confermata la distribuzione del 40% circa dell'utile ordinario. Nel corso del piano è prevista una crescita annua del 5,6% dei proventi operativi, attesi a 4,46 miliardi al 2020, grazie a un aumento del 7,3% del margine di interesse e del 5,9% delle commissioni nette mentre gli oneri operativi scenderanno del 7,1% su base annua, a 2,35 miliardi.

L'utile netto è atteso a 919 milioni nel 2019, con un ritorno sul capitale tangibile (rote) dell'11 per cento.

Non solo. Il piano industriale prevede anche il taglio di ben 140 filiali e l'ottimizzazione delle altre spese amministrative.