Esordio col botto per Snap a Wall Street, vale 33 mld

05 Marzo, 2017, 21:33 | Autore: Luciano Vano

A fine giornata il valore di Snapchat, che con il costo iniziale delle azioni era salito a 24 miliardi di dollari, è schizzato a 33,5 miliardi di dollari. Con la garanzia data da un marchio evocativo, il titolo si è impennato al via ufficiale sin dai primi minuti di apertura della sessione, cioè poco dopo le 11 di mattina americane.

Amazon.it: 17,00 € - Prezzo scontato, stai risparmiando: 3,00 € Con questa operazione i due cofondatori di Snapchat, Evan Spiegel e Bobby Murphy, hanno incassato ben 3,4 miliardi di dollari che potranno investire nell'ulteriore sviluppo della loro app, lanciata nel 2011 e diventata in poco tempo popolarissima fra gli utenti più giovani grazie soprattutto - almeno inizialmente - alla possibilità di scambiare e condividere immagini e brevi video che restano disponibili per 24 ore e poi scompaiono. Numeri da capogiro secondi solo all'Ipo firmata nel 2014 da Alibaba, colosso dello shopping online cinese. E' questo il prezzo che la borsa di Wall Street ha dato a Snap, la società che sviluppa la nota app di messaggistica, nel giorno di debutto sul listino di New York.

Tuttavia c'è qualche elemento che non convince ancora. In uno dei suoi ultimi interventi, lo stesso presidente che ha sottolineato che il mercato ha ha vissuto un aumento di 3 miliardi di dollari di valore dalla sua vittoria alle elezioni presidenziali. Il motivo lo spiega Brian Wieser di Pivotal Research: "Sfortunatamente Snap appare sopravvalutata in modo significativo una volta che si esaminano le opportunità e i rischi collegati all'esecuzione delle strategie". Un successo che ha superato anche le più rosee aspettative dell'azienda. "Simile la presa di posizione di Instinet: "Snap si è quotata mentre la crescita dei suoi utenti e i suoi tassi di monetizzazione cominciano a rallentare in modo marcato" ha scritto il suo veterano analista di media Anthony DiClemente". Non tutti sono però pessimisti. Numerose grandi banche, coinvolte direttamente nel collocamento, devono inoltre sottostare al divieto temporaneo di pubblicare analisi e raccomandazioni sulle azioni.