Trump: Google richiama dipendenti da Paesi islamici

29 Gennaio, 2017, 21:05 | Autore: Adone Liotta
  • Da sinistra Jeff Bezos presidente e ceo di Amazon Larry Page ceo e co-fondatore di Alphabet Sheryl Sandberg ceo di Facebook il Vice Presidente Mike Pence Donald Trump Peter Thiel co-fondatore di Pay Pal e Tim Cook ceo di Apple

Uno dei legali, Mark Doss dell'International Refugee Assistance Project ha anche chiesto a un agente dell'immigrazione a chi rivolgersi per risolvere la situazione dei suoi assistiti.

La Casa Bianca difende l'ordine esecutivo del presidente.

Tra le centinaia di persone che hanno protestato in favore della libertà, anche Micheal Moore, il noto regista "controcorrente", che dai suoi account social ha sollecitato a prendere parte alla protesta e ha trasmesso una diretta sulla sua pagina Facebook. "L'ingresso di cittadini e rifugiati siriani" è "dannoso per gli interessi del Paese", scrive Trump nell'ordine esecutivo in cui blocca i visti.

Battaglia legale al via. Il presidente degli Stati Uniti ha firmato decreti esecutivi che prevedono controlli rafforzati alle frontiere per fermare eventuali "terroristi islamici radicali". "Vittoria", ha 'tuittatò l'organizzazione dopo l'ordinanza. Merkel valuta "le conseguenze" del decreto "sui cittadini tedeschi". Pene esemplari a cui Trump si è detto favorevole. Il premier canadese apre le porte del Canada a "chi fugge da persecuzioni, terrore e guerra". Società aperta, identità plurale, nessuna discriminazione. Dopo quello al confine con il Messico, è scattata la disposizione del presidente americano per tenere lontani dagli Usa potenziali terroristi islamici.

La riposta di Trump. "Guardate cosa sta succedendo in tutta Europa e, anche, nel mondo, un caos orribile!".

Primo raid nello Yemen: uccisa una bambina di 8 anni. Nel raid è morto anche un membro del commando Usa. "Non accetterò mai lezioni sulla leadership morale degli Stati Uniti da chi oggi resta in silenzio", ha aggiunto il parlamentare Chris Murphy. Elicotteri Apache hanno colpito una scuola, una moschea e infrastrutture sanirarie usate da al Qaida. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, facendo riferimento all'ordine da lui approvato, che limita l'ingresso negli Usa di rifugiati e stranieri provenienti da Paesi a maggioranza musulmana.

Questa disposizione sospende l'accoglienza di tutti i rifugiati, non limitato ai sette Paesi. Il motivo? Perché provengono da paesi "propensi al terrorismo". Ed è proprio da Teheran - inserita tra i 7 paesi msulmani messi all'indice dall'ordine esecutivo di Donald Trump - che in queste ore arrivano le reazioni più stizzite. "Vogliamo la pace". Tenendo fede alla promessa fatta in campagna elettorale, il Commander in chief intende "rafforzare le forze armate degli Stati Uniti" con "nuovi aerei, nuove navi, nuove risorse e nuovi strumenti per i nostri uomini e donne in uniforme". A rendere particolarmente controverso l'ordine è la priorità che sarà data in futuro, quando sarà sospeso lo stop totale, ai visti per i cristiani provenienti da nazioni musulmane, una causa cara agli estremisti conservatori.

"Il caso dell'11 settembre è emblematico". "E' doloroso vedere il costo personale di questo ordine esecutivo sui nostri colleghi". A Il Cairo a una famiglia di iracheni e' stato impedito di salire a bordo di un volo EgyptAir per New York. Un iracheno irreprensibile tanto da avere lavorato per anni come interprete assistendo le truppe Usa in Iraq che non parlano arabo. Al Kennedy nel frattempo è andata in scena una manifestazione di protesta contro le politiche d'immigrazione del presidente.