Renzi: governi si mandano a casa con elezioni, non col referendum

02 Dicembre, 2016, 02:27 | Autore: Alighiero Casassa
  • Patuelli e Salimbeni

Si riferiscono Grillo e Toninelli alla "falsa scheda elettorale del Senato" mostrata dal premier e a proposito della quale il leader M5S dice: "Se non esiste nessuna legge elettorale per i senatori e la sua riforma dice che saranno votati dai consigli regionali, come può esistere una scheda per il Senato? I senatori però conteranno meno di prima". "Il punto vero è che questa o un'altra, i cittadini avranno scheda per eleggere i senatori". Renzi, inoltre, per Grillo sarebbe reo di non aver mostrato una scheda con la scritta facsimile, facendola apparire come reale.

Tale reato è sancito dall'articolo 661 del codice penale: "Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto, se dal fatto può derivare un turbamento dell'ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000". Renzi e la Boschi, dunque, stanno giocando quella che potrebbe essere la loro ultima partita, senza farsi alcuno scrupolo, sino ad arrivare a sostenere cose assurde. "Mi arrivano tante e tante segnalazioni, da gente con nomi e cognomi, che metteremo nelle mani di chi di dovere, di stranezze per il voto degli italiani all'estero: schede non arrivate, non consegnate, gente che chiede di votare ed è impossibilitata a votare", attacca il segretario della Lega, Matteo Salvini.

"Renzi ha portato la bugia a un altro livello, l'ha istituzionalizzata". Il problema è che non esiste: è un falso. "Non è più possibile distinguere il falso dal vero quando il presidente del consiglio dei ministri stampa e mostra a tutti un documento senza alcuna validità spacciandolo come ufficiale". Abbiamo una occasione che non ricapita. Nessuno si è mai spinto, così avanti fino a falsificare la scheda elettorale. Così Beppe Grillo sul suo blog dove paragona i "tre compari, interpretati da Totò, Peppino e Giacomo Furia" a De Luca, Renzi e Verdini che "formano la Banda dei calamari, dalle famose fritture per convincere a votare Sì". Domani sono a Palermo e la strada per il tribunale la conoscono, perché ultimamente ne hanno chiamato qualcuno.