Referendum: Grillo, denunceremo Renzi per falsa scheda elettorale

02 Dicembre, 2016, 04:46 | Autore: Alighiero Casassa
  • Beppe Grillo

Beppe Grillo a tre giorni dal referendum annuncia: "Denunceremo Renzi per abuso della credulità popolare". Si riferiscono Grillo e Toninelli alla "falsa scheda elettorale del Senato" mostrata dal premier e a proposito della quale il leader M5S dice: "Se non esiste nessuna legge elettorale per i senatori e la sua riforma dice che saranno votati dai consigli regionali, come può esistere una scheda per il Senato?". È che la scheda era un facsimile in quanto, al momento, il fatto che i cittadini potranno eleggere i senatori è solo su carta: dovrà prima essere approvata la legge elettorale per il nuovo Senato.

Renzi ha portato la bugia a un altro livello, l'ha istituzionalizzata.

Renzi, che in serata è a Napoli e domani chiuderà la campagna a Firenze (gli portò fortuna alle europee 2014) chiama alla mobilitazione e invoca "tranquillità e non polemiche". Il nuovo articolo 57 riconosce, comunque, un ruolo ai cittadini quando prevede che i senatori siano eletti in conformità alle scelte espresse per i candidati consiglieri.

Una riforma che ha spaccato il Partito Democratico riducendo lo stesso partito di governo a due fronti fronti: quello del Si capitanato dal premier Renzi, quello del No composto da Bersani, l'ex premier D'Alema e Cuperlo, quest'ultimo ricredutosi nelle ultime settimane passando nel fronte renziano per il Si.

Relatore della serata l'infaticabile Duccio Facchini che ha ripreso due degli aspetti più importanti della revisione della legge fondamentale dello Stato: il superamento - o presunto tale - del bicameralismo perfetto e la riforma del Titolo V. E torna a mostrare l'ipotesi di scheda elettorale del Senato sulla base dela proposta di Vannino Chiti che Renzi si è impegnato ad approvare nel caso vincesse il Sì al referendum. Così scherza il premier Matteo Renzi, replicando alla definizione datagli da Massimo Giannini, nel videoforum di Repubblica tv con il direttore Mario Calabresi. A quel punto il presidente del Consiglio tutto gongolante ha stretto la mano a Berti e ha detto: "Così ce la possiamo fare". Ma servirà? Forse no. Le bufale attecchiscono là dove si è alla ricerca di un motivo per opporsi, per contrastare quella che viene percepita la vittoria dell'avversario, se non del nemico.

Ma in ogni caso, afferma il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il referendum non cambierà il problema banche. Esistono dunque innumerevoli leggi elettorali regionali in Italia, che differiscono non poco l'una dall'altra, tra quote rosa, listini, limiti di mandato e soglie di sbarramento.