Pronostici Referendum Costituzionale: gli italiani voteranno SI alla riforma oppure NO?

02 Dicembre, 2016, 11:49 | Autore: Sofia Staffieri
  • Tutte le attuali rilevazioni del voto danno il fronte del no in vantaggio su quello del sì ma la situazione sarà incerta fino all'ultimo

In questo momento storico - ribadisce Amatulli - necessitiamo di tempistiche certe e azioni più rapide, che grazie a queste riforme costituzionali saranno possibili.

È un SI dettato da diverse ragioni.

In questi giorni molti gli incontri anche in Giudicarie per "spiegare le ragioni del Sì e del No". E così, accanto a vip pro-riforma e intellettuali e costituzionalisti contro, il voto di domenica si è trasformato in un referendum sul governo. A prova di bambino! I seggi saranno aperti dalle 7:00 di mattina fino alle 23:00 di sera domenica 4 dicembre. Dall'altra parte, nemmeno i cittadini italiani sembrano essere particolarmente convinti della propria scelta e l'Economist continua a premere sul no netto. Vediamo quali sono le ultime news aggiornate ad oggi 27 novembre 2016. Significa che, a prescindere da quante persone andranno a votare, alla fine una decisione verrà presa comunque. E la stessa cosa si chiedono l'Europa ed i mercati. Non perdiamo la calma, ora entriamo nel vivo della questione!

Il cuore della riforma costituzionale è tutta qui: il governo propone il superamento del bicameralismo perfetto. In questo modo i cittadini potranno eleggere i senatori direttamente. Se Renzi si dimettesse, l'Italia si troverebbe in un vicolo cieco: senza un governo, senza la concreta possibilità di formarne uno nuovo con i numeri attuali in Parlamento, ma con ben due leggi elettorali:l'Italicum alla Camera, il Consultellum o Porcellum modificato al Senato.

LEGGE ELETTORALE Prima della loro promulgazione le leggi elettorali potranno essere sottoposte al giudizio preventivo di legittimità costituzionale. "Eppure entrambe le camere conservano il potere legislativo, competenza che non spetterebbe ad una camera non elettiva e di rappresentanza".

IL NUOVO SENATO DEI 100: Con il nuovo "Senato delle Autonomie" i futuri senatori saranno ridotti da 315 a 100: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 componenti di nomina del presidente della Repubblica.

IMMUNITÀ E INDENNITÀ Ai senatori resta l'immunità parlamentare come ai deputati.

Titolo V questo sconosciuto. Si eviterà finalmente la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni che ha ingolfato negli scorsi 15 anni il lavoro della Corte Costituzionale. Inoltre tra i temi principali sicuramente annoverano quello che riguarda l'abbattimento dei costi della politica e la risoluzione del conflitto di competenza tra Stato e Regioni, oltre alla soppressione di Enti inutili e dispendiosi come le Province e il Cnel.

Cosa cambia?E il combinato disposto? Il Cavaliere in verità si è detto pronto a collaborare e rinnovare il Patto del Nazareno in caso di vittoria del no poichè la riforma costituzionale che si voterà il 4 dicembre 2016 rappresenta un pericolo per la democrazia per come è stata concepita.

Nello stesso tempo, sebbene la serie storica dei sondaggi paia convergere verso il No, è altrettanto chiaro che poche centinaia di migliaia di voti, strappati all'inerzia della massa che non osa pensarsi - perché questo è il reale, poco edificante, status degli "indecisi" (a tutto fuorché a seguire la corrente) -, potrebbero bastare a capovolgere qualsiasi pronostico. Quindi, in teoria, non si rischia la dittatura.

Dopo tre tentativi di riforma falliti con le bicamerali Bozzi (1983-1985), De Mita-Iotti (1993-1994) e D'Alema (1997), nel 2001 e nel 2006 ci furono altri due tentativi di riforma costituzionale portati avanti dalle maggioranze di governo di allora, senza ricorrere alla bicamerale.