Rifiuti, truffa milionaria: bollette per prestazioni inesistenti, arresto al vertice

30 Novembre, 2016, 15:46 | Autore: Amata Cozzo
  • Rifiuti truffa milionaria in Umbria un arresto e 14 indagati

Nell'indagine vengono ipotizzati i reati di associazione perdelinquere, traffico di rifiuti, truffa, frode nel commercio ein pubbliche forniture, inquinamento ambientale, gestioneillecita di rifiuti e violazioni alle prescrizioni ambientali.

Le indagini sono state condotte dal Corpo Forestale dello Stato, prendendo le mosse da alcune denunce ricevute nel 2013; "sono stati accertati gravi reati ambientali e non, ad opera delle società incaricate della raccolta e della gestione dei rifiuti nel territorio umbro, mentre la Guardia di Finanza ha svolto articolate investigazioni economico - finanziarie quantificando i profitti illeciti conseguiti in oltre 27 milioni di euro".

La Guardia di Finanza, che oltre alla truffa ai danni dello Stato ha accertato anche una frode fiscale da due milioni di euro, sta eseguendo sequestri di beni mobili e immobili, conti correnti e quote delle società coinvolte. I particolari saranno forniti con successivo comunicato stampa congiunto CFS GDF al termine delle operazioni.

Gesenu trema ancora. Travolta da una nuova inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, sull'azienda gestore dei rifiuti pesano come macigni le ipotesi di reato di gestione illecita dei rifiuti, associazione a delinquere e truffa ai danni degli Enti e dei cittadini.

Secondo l'indagine si è verificato un vero e proprio inquinamento ambientale, supportato dagli accertamenti analitici di Arpa e dalle indagini geofisiche del CTU che ha compromesso le acque del Torrente Mussino ed i terreni limitrofi alla discarica in cui è stato rinvenuto percolato affiorante dal sottosuolo. E' stato posto sotto sequestro l'impianto di Borgogiglione.

E' stato arrestato mercoledì mattina il direttore tecnico di Gesenu nell'ambito dell'operazione della guardia di finanza "Spazzatura d'oro connection". A seguito di ciò l'A.G. ha provveduto ad informare le massime autorità regionali per le verifiche e l'adozione delle necessarie misure di sicurezza.

"Chiediamo - spiegano i sindaci dell'area Trasimeno e Corciano - che sia fatta chiarezza su tutti gli aspetti di questa vicenda, da quelli ambientali a quelli finanziari".