Fermo, chi è l'ultrà fermato per l'omicidio di Emmanuel

08 Luglio, 2016, 11:19 | Autore: Adone Liotta
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E' l'accorata richiesta di Chinyery Emmanuel, la vedova di Emmanuel Chidi Namdi.

Mancini, sconvolto e con le lacrime agli occhi, ha ribadito: "Non volevo uccidere, ed esprimo tutta la mia vicinanza a chi ora sta piangendo il suo caro". La morte ieri, in ospedale. Da un razzista". Il ministro della Salute, Betrice Lorenzin, su twitter evidenzia come "Emmanuel, ucciso dall'odio razzista, dona gli organi ai fratelli di ogni colore. E' contro di lei che l'ultrà Amedeo Mancini ha rivolto l'insulto razzista che ha fatto scattare la reazione di Emmanuel.

Mancini ha anche preparato la sua difesa, sostenendo di aver gridato "scimmia" alla moglie di Namdi in quanto convinto che i due stessero rubando un'auto. Secondo la versione fornita dal suo avvocato, il 38enne sarebbe intervenuto per impedire il furto insultando il nigeriano, che a quel punto avrebbe reagito.

"Sono contento di essere insieme a don Vinicio Albanesi in questo giorno di infinita tristezza, che segna probabilmente un confine invalicabile tra chi ritiene che ci siano dei valori irrinunciabili e chi invece tra i valori inserisce un razzismo che noi disprezziamo" ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti prima della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura di Fermo. Intanto Mancini prendeva a botte il marito. Rialzatosi, quest'ultimo lo avrebbe raggiunto con un pugno al viso, facendolo stramazzare: nella caduta Emmanuel ha battuto la testa e sarebbe poi stato colpito ancora. "E' seguita dai medici, e da alcune suore". Una domanda presentata lo scorso 30 maggio che ha avuto, forse, un sì tardivo, ma che comunque non cancella la "bella storia di libertà che don Vinicio mi ha raccontato", aggiunge ancora il rappresentante di Governo, "un uomo e una donna cristiani perseguitati", continua, "accolti da noi e arrivati da don Vinicio che li ha fatti sposare recuperando l'antico istituto giuridico della promessa di matrimonio: loro erano promessi sposi", dice proprio Alfano, protagonisti di "un sogno d'amore e libertà che la violenza di un cittadino italiano pregiudicato con numerosi precedenti e daspato" ha interrotto.