Brexit, chiusi i seggi. Opinion poll: Remain in testa con il 52%

08 Luglio, 2016, 10:54 | Autore: Alighiero Casassa

Così il panico ha cominciato a diffondersi soprattutto sui mercati finanziari con la sterlina in caduta libera di oltre il 10 e scendendo a quota 1,3305 dollari, segnando i minimi dal 1985 e in calo più forte di sempre. Per la Brexit hanno votato 17.410.742 elettori mentre per restare nell'Ue i voti sono stati 16.141.241. Un dato che rischia di portare a un nuovo referendum sull'indipendenza dopo che quello del 2014 aveva sancito il legame con il Regno Unito.

Ad oggi, Londra ha intenzione di aspettare e di rimandare "a tempo debito" l'iter di fuoriuscita dall'Ue: "Ho parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande", ha detto ancora Cameron, "e ho detto loro che per il momento non chiederemo l'articolo 50" per avviare i negoziati con l'Unione europea. La prima ministra scozzese Nicola Sturgeon ha dichiarato che il voto "chiarisce come la gente della Scozia veda il proprio futuro come parte dell'Unione europea". Dal punto di vista sociologico, il "Leave" ha prevalso tra gli anziani e le classi popolari, mentre per il "Remain" si sono schierati i giovani e le classi sociali più agiate. È ha detto tuttavia il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond.

La mattina dopo i capi di Stato e di governo "dei 27", scrive Tusk, "si incontreranno informalmente per discutere le implicazioni politiche e pratiche della Brexit". Il quesito è secco: "Il Regno Unito deve rimanere un membro dell'Unione Europea o uscire dall'Unione Europea?". In Irlanda del Nord, nel referendum sulla Brexit, ha vinto il 'Remain' con 440.437 voti contro i 349.442 andati al 'Leave' a fronte di un'affluenza del 62,9%. Visto l'esito del referendum Brexit si inizia rivoluzionando il programma del Consiglio europeo di martedì e mercoledì prossimi, dal quale, per la seconda giornata, il premier britannico David Cameron è stato escluso d'ufficio. Dalle istituzioni finanziarie le prime indicazioni sono quelle rivolte ai due divorziati, Ue e Gran Bretagna, affinché collaborino almeno "per assicurare una transizione morbida verso nuove relazioni economiche", come afferma la numero uno del Fmi, Christine Lagarde. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l'inganno.