Embargo russo, la protesta: 10mila in piazza con i trattori a Verona

01 Luglio, 2016, 05:32 | Autore: Amata Cozzo
  • Embargo russo, la protesta: 10mila in piazza con i trattori a Verona

Tra i manifestanti, oltre al sindaco di Verona Flavio Tosi e al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, dovrebbero arrivare il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il governatore del Veneto Luca Zaia.

Una situazione insostenibile per l'Italia e l'Unione Europea che devono affrontare la nuova crisi economica provocata dalla Brexit con la Gran Bretagna che è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari Made in Italy con un valore annuale nel 2015 di ben 3,2 miliardi e una tendenza progressiva all'aumento.

Così Coldiretti ha radunato a Verona diecimila produttori e allevatori che hanno gremito il Cattolica Center per la manifestazione di protesta contro l'embargo russo. Bandiere, cartelli e numerosi striscioni sono stati esposti: "No all'embargo russo", "Putin facciamo la pace", "La guerra fredda uccide il Made in Italy", ma anche un altrettanto chiaro "Brexit+embargo=Italia in letargo". Se non è made in Russia, il falso cibo italiano che finisce sugli scaffali dei supermercati o nei menù a ispirazione tricolore viene acquistato in Bielorussia (scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta), in Brasile o in Argentina (Parmesan o Reggianito).

Migliaia di agricoltori italiani hanno protestato oggi in alcune città per chiedere la fine dell'embargo contro la Russia, scatenato dalle sanzioni Ue per il sostegno del Cremlino ai separatisti in Ucraina, che ha provocato finora un serio danno all'export italiano. Ma costretta a fare i conti per l'appunto con l'insipienza di questo governo, che a due anni dall'embargo russo e all'indomani della decisione del presidente russo, Vladimir Putin, di prolungare l'embargo imposto sui beni alimentari fino al 31 dicembre del 2017, ancora non ha saputo prendere una decisione.

"Siamo una grande forza sociale, che muove ogni giorno 67mila aziende agricole".

In termini quantitativi nel corso dei due anni di blocco sono stati "respinti" dalle frontiere russe 39,4 milioni di chili di mele italiane, ha stimato Coldiretti, soprattutto della varietà Granny Smith dal colore verde intenso e sapore leggermente acidulo, ma anche 29,5 milioni di chili di uva da tavola, 29,9 milioni di chili di kiwi, 2,8 milioni di chili di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, 14,2 milioni di chili di pesche e nettarine e 85mila prosciutti di Parma e San Daniele a denominazione di origine. I falsi russi e le produzioni locali. 'Russkiy Parmesan' viene prodotto insieme al gorgonzola a 60 chilometri da Mosca nel villaggio di Dubrovskoe, ma nelle principali catene del Paese - informa la Coldiretti - sono in vendita con nomi italiani mozzarella, ricotta, mascarpone, robiola Made in Russia, ma anche diversi tipi di salame Milano (миланская), di mozzarelle 'ciliegine', di scamorze (скaморЦa), insalata toscana (Тоскана) Buona Italia e pizza Sono Bello Quatro formaggi con tanto di errore grammaticale ma anche il prosecco della Crimea.