Cameron non chiederà la Brexit al vertice UE

28 Giugno, 2016, 23:59 | Autore: Alighiero Casassa
  • Per l'Italia il problema non è legato all'impatto negativo che Brexit può avere sui rapporti economici e commerciali bilaterali con il Regno Unito

Il primo ministro in uscita a ottobre, leader di un partito conservatore spaccato in due - una a favore del fronte del Leave l'altra del Remain - ha negoziato con le autorità europee e ottenuto concessioni importanti dalle autorità europee in materia fiscale e di immigrazione, ricevendo lo status speciale per il suo paese.

Il Consiglio Ue non si aspetta che il premier britannico David Cameron presenti la notifica del ritiro della Gran Bretagna dall'Ue, ovvero l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, al prossimo summit europeo.

Una nuova ombra si addensa sulle mosse di David Cameron. Abbiamo la responsabilità di tenere il paese unito, ha detto, e l'uscita dall'Unione europea sarà tutto tranne che una passeggiata per l'economia.

"Ho parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande e ho detto loro che per il momento non chiederemo l'articolo 50" per avviare i negoziati con l'Unione Europea, ha aggiunto Cameron spiegando quali saranno i prossimi passi del governo e, successivamente, sottolineando che "far rimanere la Gran Bretagna all'interno del mercato unico sarà una delle sfide più grandi nell'ambito dei negoziati con l'Unione europea". Dopo il colloquio i tre leader hanno rilasciato un piano in forma di dichiarazione congiunta, in cui hanno proposto che l'UE deve effettuare una riforma approfondita della priorità in tre aspetti, tra cui sicurezza interna ed esterna, giustizia sociale e canale dell'aumento dei giovani.

Intanto è partito il toto-nome del nuovo premier britannico che molto probabilmente si saprà prima del previsto. A essere ottimisti, insomma, ci si può attendere che i negoziati di divorzio comincino in autunno inoltrato, se non alla fine dell'anno.