Elezioni in Spagna, i tre scenari possibili per evitare un nuovo stallo

26 Giugno, 2016, 22:16 | Autore: Alighiero Casassa
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Nel caso in cui i risultati dei sondaggi venissero confermati dal risultato delle urne, ancora una volta, nessuno dei partiti in lizza riuscirebbe ad ottenere la maggioranza necessaria per governare.

Tutti hanno puntato il dito contro Unidos Podemos, la formazione di sinistra, guidata da Pablo Iglesias e figlia delle proteste degli Idignados. Il partito Popolare (Pp) del premier conservatore uscente Mariano Rajoy ha vinto le precedenti legislative, anche se ha perso la sua maggioranza assoluta, e per questo scrutinio è dato comunque favorito.

Dall'opposizione, Partito socialista, Podemos e Ciudadanos, arrivano richieste di dimissioni a raffica: "È una cosa gravissima - dice il leader di Podemos, Pablo Iglesias - che il ministro abbia usato i suoi poteri legati a protezione e sicurezza per colpire oppositori politici". Il vantaggio del Partito Popolare è veramente molto ridotto rispetto agli altri partiti (tra i 4 e i 5 punti percentuali). Ciudadanos di Albert Rivera sarebbe, secondo gli ultimi sondaggi, attorno al 15% con 38-40 seggi.

C'è insomma un'aria pesante di ricatti mentre il ministero degli interni ha avviato un'inchiesta per determinare chi abbia registrato quella conversazione che potrebbe costare cara al Partito popolare e non solo.

E' questo il quadro tratteggiato dai primi exit-poll sull'esito del voto in Spagna, dove c'è da registrare un crollo dell'affluenza. E sarà necessario trovare un accordo, perché certo non si può votare una terza volta. Anche se di dire sì ad Iglesias capo del governo il leader del Psoe, Sanchez, neanche ci pensa.

Roma 10 giu. (askanews) - A quattro giorni dal voto, la campagna elettorale spagnola si trascina verso la sua conclusione senza che gli equilibri fin qui disegnati dai sondaggi - che confermano in buona sostanza quanto già emerso dalle urne il 20 dicembre scorso - diano adito alla speranza di una soluzione in tempi rapidi per mettere fine a una crisi giunta ormai al sesto mese.

Credo che queste esperienze abbiano fatto maturare la nascita della coalizione unitaria di sinistra, da sempre perseguita dal giovane segretario di Izquierda Unida Alberto Gàrzon, e chiarito che il non essere né di destra né di sinistra ha un significato di contestazione del sistema politico e non di declinazione genericamente interclassista. Anche questo scenario - Podemos+PSOE - è di difficile realizzazione, soprattutto per le reticenze del PSOE: pochi giorni fa El País ha scritto che in caso di sorpasso i Socialisti più moderati preferirebbero una grande coalizione con il PP, piuttosto che un'alleanza con Podemos. Ciudadanos si presenta come forza liberista sana e conseguente contro quella corrotta e corruttrice del PP; la concorrenza è spietata. Dall'altro invece, i partiti della sinistra più estrema, Podemos in primis, potrebbero godere della nuova forza acquisita dal populismo europeo con la vittoria di Brexit.